Monastero di san Vincenzo

situato in una posizione panoramica, comprende una chiesa, un Istituto Tecnico Industriale Statale, strutture ricettive, un piccolo campo da pallavolo e basket, un campo da calcio, due grandi pinete e varie sale per conferenze e per offrire ospitalità di ogni genere. L'attuale complesso di edifici è il risultato delle costruzioni avvenute negli anni '40 del XX secolo, come aggiunta alla chiesa preesistente, finita di costruire invece nella prima metà del XVII secolo per volere di Vincenzo Giustiniani: proprio questa struttura è senz'altro quella di maggior rilievo. Essa ricalca senz'altro lo stile architettonico definito da Jacopo Barozzi da Vignola e che si può facilmente riconoscere anche nel palazzo Giustinani presente al centro del paese, in numerosi palazzi delle zone limitrofe al comune di Bassano Romano e in molti edifici presenti a Roma. L'interno presenta una semplicità quasi disarmante: le pareti sono prive di affreschi e solamente decorate con semplici stucchi, ma non c'è da meravigliarsi di questo stile così spoglio, in quanto la chiesa, inizialmente, era destinata a semplice mausoleo della famiglia Giustiniani; emerge dal disegno riguardante il progetto di partenza che tale mausoleo dovesse essere circondato da un insieme di case, la cui disposizione è stata maticolosamente curata, per dare vita ad un nuovo borgo, lontano da quello situato più a valle. Al suo interno sono presenti due lapidi, che riportano delle indulgenze particolari del papa Innocenzo X; degne di nota anche due tele disposte ai lati del transetto, una riguardante la nascita del Redentore e l'altra l'incoronazione di San Vincenzo martire. Più di tutti colpisce però la statua del Cristo Portacroce o Cristo Redentore, realizzata da Michelangelo Buonarroti agli inizi del '500 di eccezionale portamento e espressione. Il complesso di San Vincenzo martire è ora di proprietà dei monaci benedettini silvestrini, ai quali è stato donato (assieme a diversi appezzamenti di terra) dal principe Odescalchi nel 1940


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fonte originale wikipedia

 

 

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