La Chiesa di Santa Maria dei Monti costruita con i risparmi dei cittadini per una grazia ricevuta dalla Madonna

( estratto da " La Gazzetta Bassanese"  giugno 2004 )


Da un manoscritto dell’archivio comunale della seconda metà dell’800

Continuando nella ricerca presso l'archivio comunale ho trovato un manoscritto di notevole interesse storico, non datato e privo del nome dell'autore. Tale documento, presumibilmente scritto intorno alla seconda metà dell'800, riporta la storia della chiesa campestre di Santa Maria di Monti.
L'ignoto autore così inizia la cronistoria: La chiesa sotto la denominazione della Madonna dei Si desume la sua antichità dai libri di "Esito" di questa comunità, giacché fino all'anno 1456 si citavano le partite di spesa di detta chiesa…" e continua con "…quel che è certo che sono più di quattro secoli che la detta chiesa esiste …". Per certi aspetti, quanto riportato dà una indicazione sulla datazione del documento che si può individuare intorno alla seconda metà dell'800 e ciò è avvalorato anche dalla sua posizione in archivio visto appartenente all'epoca citata. L'autore continua fornendo notizie sulla motivazione che ha portato alla costruzione della chiesa. Infatti, cita una presunta grazia ottenuta dal popolo bassanese per l'intercessione della Vergine Maria nel 1° giorno di maggio. Non cita però quale infausto evento colpì la cittadina, comunque il luogo dove fu eretta la chiesa (in piena campagna) è indicativo che la calamità riguardava sicuramente le messi. Fu con i propri risparmi che la popolazione fece erigere il tempio a perenne gratitudine alla Madre del Signore e fu stabilito che il giorno dell'avvenuta grazia fosse dedicato al culto e venerazione della Madonna con tanto di solenne processione e riti sacri. Il vescovo di Sutri promulgò l'ordine, stante l'importanza della spiritualità del luogo, che era obbligo celebrarvi 10 messe all'anno durante le solennità principali (S. Natale, Pasqua, Ascensione, Pentecoste, Copus Dominii, Ascensione di Maria, Santo Patrono, tutti i Santi e commemorazione dei fedeli defunti). L'autore specifica che la chiesa era amministrata direttamente dalla comunità e che per tanto tempo, sino alla sua morte, responsabile ne fu il dottor Dario Zuchi. Intorno alla prima metà del '600 descrive, inoltre, di una trascuratezza del tempio tanto da divenire riparo per animali e dopo l'anno 1628 i cittadini fecero ricorso al Papa Urbano VIII affinché provvedesse al suo recupero. E dopo tale anno il complesso di Santa Maria dei Monti passò sotto l'amministrazione del Marchese Vincenzo Giustiniani.



 


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