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Da un manoscritto
dell’archivio comunale della seconda metà dell’800
Continuando
nella ricerca presso l'archivio comunale ho trovato un
manoscritto di notevole interesse storico, non datato e privo
del nome dell'autore. Tale documento, presumibilmente scritto
intorno alla seconda metà dell'800, riporta la storia della
chiesa campestre di Santa Maria di Monti.
L'ignoto autore così inizia la cronistoria: La chiesa sotto la
denominazione della Madonna dei Si desume la sua antichità dai
libri di "Esito" di questa comunità, giacché fino all'anno 1456
si citavano le partite di spesa di detta chiesa…" e continua con
"…quel che è certo che sono più di quattro secoli che la detta
chiesa esiste …". Per certi aspetti, quanto riportato dà una
indicazione sulla datazione del documento che si può individuare
intorno alla seconda metà dell'800 e ciò è avvalorato anche
dalla sua posizione in archivio visto appartenente all'epoca
citata. L'autore continua fornendo notizie sulla motivazione che
ha portato alla costruzione della chiesa. Infatti, cita una
presunta grazia ottenuta dal popolo bassanese per
l'intercessione della Vergine Maria nel 1° giorno di maggio. Non
cita però quale infausto evento colpì la cittadina, comunque il
luogo dove fu eretta la chiesa (in piena campagna) è indicativo
che la calamità riguardava sicuramente le messi. Fu con i propri
risparmi che la popolazione fece erigere il tempio a perenne
gratitudine alla Madre del Signore e fu stabilito che il giorno
dell'avvenuta grazia fosse dedicato al culto e venerazione della
Madonna con tanto di solenne processione e riti sacri. Il
vescovo di Sutri promulgò l'ordine, stante l'importanza della
spiritualità del luogo, che era obbligo celebrarvi 10 messe
all'anno durante le solennità principali (S. Natale, Pasqua,
Ascensione, Pentecoste, Copus Dominii, Ascensione di Maria,
Santo Patrono, tutti i Santi e commemorazione dei fedeli
defunti). L'autore specifica che la chiesa era amministrata
direttamente dalla comunità e che per tanto tempo, sino alla sua
morte, responsabile ne fu il dottor Dario Zuchi. Intorno alla
prima metà del '600 descrive, inoltre, di una trascuratezza del
tempio tanto da divenire riparo per animali e dopo l'anno 1628 i
cittadini fecero ricorso al Papa Urbano VIII affinché
provvedesse al suo recupero. E dopo tale anno il complesso di
Santa Maria dei Monti passò sotto l'amministrazione del Marchese
Vincenzo Giustiniani.

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