La Famiglia AnguillaraIl Feudo alle origini

( estratto da " La Gazzetta Bassanese"  marzo 2004 )


di Rita Fabretti

Il nostro paese può vantare origini etrusche o romane? Alla luce delle ricerche e degli studi fino ad oggi conosciuti, nessuna fonte d'archivio e nessun ritrovamento archeologico avvalorano questa ipotesi. Significativo è anche il fatto che non troviamo alcun riferimento al nostro territorio nelle opere storiche di Livio, Diodoro e Velleio Patercolo. Sfatiamo anche la leggenda secondo la quale il paese sarebbe stato popolato da donne "di malaffare" sutrine, stabilitesi nel nostro territorio al seguito di soldatesche napoletane. Per amore di verità storica - tirino un sospiro di sollievo i benpensanti - il fatto è accaduto ma è avvenuto nel sec. XVI ed è il seguente: l'antichissima città di Sutri iniziava a perdere il suo antico splendore e lungo la via Cassia, a ridosso dell'anfiteatro, le autorità sutrine avevano relegato a vivere le persone più povere e più misere del paese. Nell'anno 1536, in occasione di una visita papale, il vescovo Ghisleri, preoccupato dell'immagine poco edificante e nobile che sarebbe improvvisamente apparsa al pontefice, decise di trasferire, temporaneamente, quel miserrimo popolo a Bassano in località "Foiano". Le notizie in nostro possesso permettono, invece, di affermare che le origini di Bassano non sono probabilmente antecedenti al primo millennio dopo Cristo: sembra che il primitivo castello sia stato edificato dai Sutrini tra il 1157 e il 1175. Il rettore Malvolti, nel 1298, annovera il nostro paese tra i feudi che pagano il focatico. I documenti tacciono fino al 1354 quando il cardinale Albornoz, incaricato di mettere ordine tra i feudi che erano sotto la giurisdizione dello stato della Chiesa, registra il nome di un certo Riccardo di Puccio quale signore della "terra di Bassano". Nel 1363 risulta da un atto relativo alla tutela affidata a Francesca, vedova di Giovanni degli Anguillara, che questa famiglia vantava diritti su un terzo del territorio. Ancora una volta le fonti e le notizie si interrompono fino ad arrivare al 1428 e, a questa data, sappiamo che il feudo era per due terzi già degli Anguillara, ma Everso II, appartenente ad un altro ramo della famiglia, se ne impossessa; alla sua morte, avvenuta nel 1464, il ramo degli Anguillara di Ceri recupera i suoi diritti e nel 1428 Sisto IV assegna agli Anguillara anche il terzo del territorio che apparteneva ai Savelli. Viene così a determinarsi una situazione alquanto anomala: il feudo di Bassano diventa, per usare un termine moderno, un condominio dove le due famiglie signore del "castellum" convivono malamente e cercano di prevalere l'una sull'altra con continue scaramucce. Le rivendicazioni dei Savelli sulla terra di Bassano finalmente cessano nel 1505 con l'accettazione di un compenso in danaro offertogli dagli Anguillara. Dal XVI al XVIII secolo abbiamo, per fortuna, una notevole documentazione d'archivio grazie alla quale è stato possibile ricostruire la storia del feudo. Prima di entrare nel merito della trattazione, ci sembra opportuno fare una breve introduzione storica all'argomento. All'inizio del secolo XV, in molte zone dell'Italia centrosettentrionale, si assiste ad una ripresa delle istituzioni feudali. Questo serve a creare nuove aristocrazie di nobili fedeli, a premiare amici e clienti, a raccogliere denaro. Nel XVI e nel XVII secolo tale processo di "rifeudalizzazione" si lega, soprattutto, all'interesse per la terra dei mercanti e dei banchieri i quali, a seguito della svalutazione della moneta, investono o acquistando proprietà fondiarie, o prendendo in affitto feudi. Sarà interessante analizzare in che modo il feudo di Bassano, posto all'interno dello Stato pontificio e appartenuto nell'ordine agli Anguillara, ai Giustiniani e dal 1854 agli Odescalchi, interagirà con il potere centrale. (continua)

 


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