Rino Pompei

 

Rino Pompei è nato a Bassano Romano (VT) il 9 maggio 1923. Dottore in Lettere - Docente di materie letterarie - Presidente dell'Accademia Culturale d'Europa - Direttore de «II Torchio Artistico e Letterario» - Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Opere: «Torpedine», poesie; Fermenti», poesie; «Favole per maggiorenni», poesie; «Saggi critici sulla poesia moderna»; «Vele peregrin d'amore», poesie; «La tragedia divina», la e 2a ediz.; «Annali Storici: Lettere e arte», 1° voi.; «Arte e Lettere», 2° voi.; «Lettura e vita», 3° voi.; «Dizionario Storico Letterario», 4° voi.; «Italo Svevo e la critica» (1892-1925); «Editoriali»; «Torchiate: lettere a Giove»; «Nuovi saggi crìtici», (Per la storia della Letteratura Italiana); «La crìtica», (Per la storia dell'Arte e della Letteratura Italiana); «Stona di Bassano Romano»; «Michele Labbruzzo (pittore)»; «Bassano Romano»; «L'italianità di Giacomo Leopardi», (conferenza); «IIPazzo di Valle Quaranta», commedia; «Poesie, racconti ed altri scritti bassanesi».

 

Alla mia gente perché sia sempre di legittimo orgoglio portarsi dal nulla ad un respiro d'amore
Rino Pompei

BASSANO

Tra cento colli degradanti in cento piccole valli, dove dolci rivi si perdono coi murmuri tra il manto di sinfonico verde e al rezzo allegro pe' cantori del cielo, il mio Bassano, ferace borgo di robusta gente, posa sereno e il suo respiro il tempo v'agita intorno di profumi antichi.
Recinto da fossati, che difesa furono un tempo per gli antichi Padri uniti intorno al principesco ostello, curò il risveglio; e come al nuovo sole l' aulento fiore i petali dischiude, così l'antico Borgo, aperto al dì novello la corolla, s'è spaso svelto per mostrare intorno la saggezza de' Padri ed invitare i tardi Borghi a più festoso giorno.
E sì tra annosi boschi e tra le mura d'un vecchio tempo par sentir pulsare il cuor degli Avi nostri, già pugnanti dalla vecchia Pusterla alle Capanne per porre fine alla straniera gente sul mobil ponte del palazzo avìto.
O stupenda dimora! In te pòsaro il Guidotti, l'Albani ed il Tempesta de' lor pennelli i pregi e l'arte bella il Castello e l'eclettico Zampieri.
E mentre qui, nel centro, il cuor mi prende l'antica vita degli Etruschi e sento cozzar di lotte e gridi di vittoria de' nostri Padri, là, il fuggir de' vinti par si rifletta in cielo e si disperda tra oscure volte d'intricate selve.
Ma ecco a un tratto, quasi per incanto di sinfonici arpeggi e tra i profumi silvestri, in cielo terso e nebuloso, spare l'antico e più vibrante forza de' nostri giorni invade il Borgo mio, che dischiude dai due storici ponti nidi novelli, che van dalla contrada del Patrono all'assolato tempio in San Vincenzo fin l'altro colle in San Maria de' Monti.
E mentre il verde si diffonde e sempre profumi sani ed armonie d'Eterno aleggiano tra i boschi e nell'azzurro del tuo bel cielo, o dolce Borgo mio, lungi da te mi dolgo, e a te, per essere con te più presso Dio sempre il pensiero trepidante volgo.       

     Aciplatani (Catania) 9 agosto 1963

  Rino Pompei

 

 
 

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Rino Pompei

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