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Opere: «Torpedine», poesie;
Fermenti», poesie; «Favole per maggiorenni», poesie; «Saggi critici
sulla poesia moderna»; «Vele peregrin d'amore», poesie; «La tragedia
divina», la e 2a ediz.; «Annali Storici: Lettere e arte», 1° voi.; «Arte
e Lettere», 2° voi.; «Lettura e vita», 3° voi.; «Dizionario Storico
Letterario», 4° voi.; «Italo Svevo e la critica» (1892-1925);
«Editoriali»; «Torchiate: lettere a Giove»; «Nuovi saggi crìtici», (Per
la storia della Letteratura Italiana); «La crìtica», (Per la storia
dell'Arte e della Letteratura Italiana); «Stona di Bassano Romano»;
«Michele Labbruzzo (pittore)»; «Bassano Romano»; «L'italianità di
Giacomo Leopardi», (conferenza); «IIPazzo di Valle Quaranta», commedia;
«Poesie, racconti ed altri scritti bassanesi». |
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Tra cento colli degradanti
in cento piccole valli, dove dolci rivi si perdono coi murmuri tra il
manto di sinfonico verde e al rezzo allegro pe' cantori del cielo, il
mio Bassano, ferace borgo di robusta gente, posa sereno e il suo respiro
il tempo v'agita intorno di profumi antichi.
Recinto da fossati, che difesa furono un tempo per gli antichi Padri
uniti intorno al principesco ostello, curò il risveglio; e come al nuovo
sole l' aulento fiore i petali dischiude, così l'antico Borgo, aperto al
dì novello la corolla, s'è spaso svelto per mostrare intorno la saggezza
de' Padri ed invitare i tardi Borghi a più festoso giorno.
E sì tra annosi boschi e tra le mura d'un vecchio tempo par sentir
pulsare il cuor degli Avi nostri, già pugnanti dalla vecchia Pusterla
alle Capanne per porre fine alla straniera gente sul mobil ponte del
palazzo avìto.
O stupenda dimora! In te pòsaro il Guidotti, l'Albani ed il Tempesta de'
lor pennelli i pregi e l'arte bella il Castello e l'eclettico Zampieri.
E mentre qui, nel centro, il cuor mi prende l'antica vita degli Etruschi
e sento cozzar di lotte e gridi di vittoria de' nostri Padri, là, il
fuggir de' vinti par si rifletta in cielo e si disperda tra oscure volte
d'intricate selve.
Ma ecco a un tratto, quasi per incanto di sinfonici arpeggi e tra i
profumi silvestri, in cielo terso e nebuloso, spare l'antico e più
vibrante forza de' nostri giorni invade il Borgo mio, che dischiude dai
due storici ponti nidi novelli, che van dalla contrada del Patrono
all'assolato tempio in San Vincenzo fin l'altro colle in San Maria de'
Monti.
E mentre il verde si diffonde e sempre profumi sani ed armonie d'Eterno
aleggiano tra i boschi e nell'azzurro del tuo bel cielo, o dolce Borgo
mio, lungi da te mi dolgo, e a te, per essere con te più presso Dio
sempre il pensiero trepidante volgo.
Aciplatani (Catania) 9 agosto 1963
Rino
Pompei
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